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Quando la crisi ti mette in mutande

Firenze
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L’8 marzo 2014, alle ore 21 presso il Teatro Puccini di Firenze la Libera Accademia del teatro di Arezzo, si esibirà a scopo benefico, nell’opera teatrale “Quando la crisi ti mette in mutande” di Amina Kovacevich.

La manifestazione, patrocinata da PSA Group, destinerà l’incasso della raccolta benefica a favore del progetto per la costruzione della Scuola di Boyani in Kenia promosso dall’Associazione C.A.S.I. onlus. Ospiti d’eccezione saranno il giornalista di Striscia la notizia Moreno Morello, il cabarettista Niki Giustini e i ballerini Lisa Bevignani, Giuditta Braccini e Daniele Varrocchi. La Libera Accademia del teatro è un centro di formazione, di ricerca, di produzione nell'ambito del linguaggio teatrale, composta da un gruppo di persone giovani, provenienti da diverse esperienze professionali: attori, tecnici, insegnanti e organizzatori.

L’associazione C.A.S.I. promuove da anni la ricerca scientifica, la documentazione, di insegnare e promuovere la cultura indiana e i monumenti in oriente e ad occidente. Si concentra a stimolare le interazioni tra archeologi di diversi paesi intendendo stabilire un senso di identità dei monumenti cristiani in India. Dalla recensione giornalistica di Laura Occhini apprendiamo che “l’opera, ha suscitato un notevole interesse sin dalla prima aretina; colpisce l’immaginario collettivo delle persone che popolano l’ultimo decennio.

La leggerezza ormai acclarata della regia di Amina Kovacevich è un tornado di colori, suoni, evocazioni, commozione e divertimento. Divertimento puro, quello privo di maschere contro la noia. Quello sano che fa bene all’anima. Quello gioioso di chi non si prende troppo sul serio e che sa giocare con e contro gli stereotipi di genere e di convenzione. L’ho sempre saputo che il divertimento è il miglior viatico erotico. Ma stasera, con convinzione, ne ho avuto la riprova.

Nulla è più erotico di un uomo che non ha bisogno di affermare la propria mascolinità, nulla è più erotico di un uomo che sa far ridere senza scendere nel ridicolo, nulla è più sessualmente attraente di un uomo intelligente che sa farti ridere senza doverti stupire ad ogni costo con grandi prove di machismo. Nulla suscita più attrazione di uomini che sanno farti divertire senza dover comprare la tua attenzione. Orazio Anania (timido scanzonato impudico istrione della normalità), Ciro Sommella (intenso combattente della paternità ferita), Enrico Gasperini (indefinito giocoliere della tenerezza) e Giovanni Visibelli (lo sconosciuto eroe che difende bastioni di paure) sono i quattro attori che si muovono dentro una storia nota, quella dei disoccupati di Full Monty, rivisitata dentro un turbinio di emozioni delicate.

La perdita del lavoro li priva della dignità ma è la spinta necessaria a prendere atto dell’importanza che i sentimenti, le amicizie e l’amore hanno quando tutto il resto è perso. Ed è bello quel coraggio di “mettersi a nudo” per spogliarsi di un ruolo usurato e per riprendersi la propria vita. Bella la nudità che non ha bisogno del corpo stilisticamente perfetto per essere semplicemente “bellezza”, grande quel coraggio nel denudarsi per non perdere la propria dignità. Profondi i ruoli femminili che la regia ha assegnato alle sei attrici (Mila Arbia, Dina Biagioni, Sara Fabbroni, Maria Rosa Marchi, Maria Cristina Mazzeschi e Elena Romagnoli).

Donne forti e ironiche, donne che si reinnamorano degli uomini che hanno al fianco ogni volta che ce n’è bisogno. Forti nel non scambiare il bisogno con la necessità ed il superfluo con l’indispensabile. Un bel messaggio di coraggio e di baldanza. Una piacevole sorpresa le comparse inaspettate: Paola Cappelletti ed Antonio nel travolgente e sensuale tango, in quei corpi che si muovono diventando musica ed evocazione di piacere. Notevole l’esibizione iniziale di Alberto Nocentini (l’unico uomo a rimaner pressocchè vestito alla fine dello spettacolo) a cui va il tifo gaudente delle prime femminili battute della serata”.

PREZZO DEL BIGLIETTO: 10 EURO PER INOFRMAZIONI E PRENOTAZIONI: segreteria@psagroup.it

Veniteci a trovare
il 1 marzo 2014

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