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Colli umbri fra Tevere e Nera

Umbria, Italia
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Lasciando l’Autostrada del Sole ad Orte, in direzione di Narni, ci si addentra in una zona di grande interesse paesaggistico e culturale, nella dolcezza dei colli umbri. La prima tappa è Narni, a cui si giunge costeggiando il Nera e risalendo lo sperone di roccia sul quale è arroccata la città, che si affaccia da un lato sulla gola scavata dal fiume, dall’altro sulla piana di Terni, da cui si gode la vista bellissima dei monti circostanti. Narni conserva l’impronta medievale e un’atmosfera tutta pittoresca. Bella la cattedrale con il portico rinascimentale, il Palazzo del Podestà nella piazza dei Priori, la chiesa di Sant’Agostino, costruita su un’antica base romanica. Merita qualche minuto anche la passeggiata fino alla rocca trecentesca dell’Albornoz, imponente, da cui osservare panorami mozzafiato sulla valle. Da Narni, prima di proseguire verso nord, si può raggiungere Amelia, situata sulla dorsale tra Tevere e Nera. Amelia ha ancora la fisionomia della città fortificata, prima dagli Umbri e poi dai Romani. Si può entrare in paese dalla porta romana e accedere alla chiesa di San Francesco, famosa per il portale gotico ed il rosone. Un vero gioiello è il teatro, rimasto immutato dal Settecento. Sosta interessante anche dal punto di vista gastronomico, essendo Amelia rinomata per l’olio di varietà rajo, dal sapore fruttato e per i fichi. E’, inoltre, il centro del DOC dei colli Armerini. Riscendendo verso Narni Scalo, ci si dirige lungo la SS3 Tiberina verso San Gemini, antico luogo di acque minerali famoso per le sue terme. Chiusa nelle sue mura, San Gemini rivela l’antico tessuto medievale, con il palazzo del Popolo e la parrocchiale di San Giovanni. Escursione obbligatoria alle rovine di Carsulae, insediamento romano distrutto nel IX secolo, con i resti del Municipio romano, dell’anfiteatro e gli edifici cristiani della Basilica e di San Damiano. Il viaggio prosegue verso Todi, non per la veloce superstrada 3b, ma dallo svincolo di San Gemini Fonte sulla strada locale che sale, all’inizio, per Casteltodino. Strada meno agevole per il primo tratto ma bellissima per i paesaggi incontaminati che poi rivela. Si può far sosta ad Acquasparta, antico insediamento romano, dove poter osservare lo splendido palazzo cinquecentesco del principe Cesi, figura legata alle prime vicende dell’Accademia dei Lincei. Da Casteltodino bisogna però proseguire per Montecastrilli - Dunarobba. A Dunarobba ci aspetta un paesaggio dall’atmosfera atipica e straordinaria: la foresta pietrificata, scoperta in una cava d’argilla e composta da 18 tronchi fossili giganteschi, del diametro di 3-4 metri e alti 6-8 metri: risale a duecentomila anni fa. Da Dunarobba si prosegue senza più interruzioni verso Todi, la "città ideale", come è stata definita, che la strada ci rivela in tutto il suo splendore alta, su un colle. Paese di chiara tradizione comunale ma an

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