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I AM HERE NOW - racconti dei giovani esuli dalle terre dell'Ex Jugoslavia

Biblioteca Cantonale Bellinzona Viale Stefano Franscini 30 a, Bellinzona, Svizzera
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Mostra audio-pittorica
Racconti audio a cura di Alan Alpenfelt
Quadri di Ravi Tironi

http://www.iamherenow.ch

Collaboratrice progetto:
Milica Miladinović

Inaugurazione sabato 10 maggio 2014
Fino sabato 7 giugno 2014

Intervengono:
Alan Alpenfelt
Milica Miladinović
Aldo Sofia - Giornalista
Stefano Malpangotti - Ufficio Federale della Migrazione
+ Special Guest:
Concerto con Hare - Balkan Folk
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Le storie sono interpretate da:
Valentina Bartolo
Silvia Pietta
Alberto Onofrietti
Matteo Carassini
Aglaja Amado'
Alan Alpenfelt

Musiche:
Jakob Ullmann
Black Fluo

Produzione:
RSI RETE DUE
V XX ZWEETZ

Regia:
Alan Alpenfelt
Montaggio:
Thomas Chiesa
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Con il sostegno di:
RSI RETE DUE
FSRC/SRKS - Fondazione Svizzera per la Radio e la Cultura
Repubblica e Cantone Ticino - Fondo Swissloss
Ufficio Federale della Migrazione
Servizio lotta al razzismo
Percento Culturale Migros
Ernst Göhner Stiftung
Città di Bellinzona
Biblioteca Cantonale di Bellinzona
APG/SGA - Società di affissioni
Fratelli Rhoda - stampatori
Nucleo Meccanico
V XX ZWEETZ
ChiassoLetteraria
Radio Gwendalyn
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Orari mostra:
Lu: dalle 10:00 alle 21:00
Ma-Ve: dalle 10:00 alle 19:00
Sa: dalle 9:00 alle 18:00
Domeniche e giovedì 29 di maggio chiuso

Biblioteca Cantonale di Bellinzona
Viale Stefano Franscini 30, 6500 Bellinzona
091 814 15 00
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I Am Here Now è un progetto cross mediale che intende, attraverso l'arte, la radiofonia, il teatro e la musica, abbattere i muri dell'indifferenza, ascoltando.

La guerra non è solo fisica, ma prosegue ben oltre i suoi confini tangibili e si trasforma in uno stato mentale. Rimane attivo per molto tempo dopo, nelle persone che la guerra l’hanno subita, a volte anche per tutta la vita. La violenza inaudita vissuta non può nascondersi o sparire: occorre rielaborarla. Ci vuole tempo e forse nemmeno il tempo è sufficiente.

Bombardati dalle immagini di guerre e tragedie nel resto del mondo, un po’ assuefatti dal male, non ci si chiede cosa succeda alle persone che le tragedie le vivono.

Durante il conflitto jugoslavo degli anni ’90, media e politici europei hanno dipinto gli avvenimenti come una inevitabile propensione slava alla violenza. Spesso la stigmatizzazione è stata interiorizzata dalle persone stesse, con conseguenze gravissime.

I profughi giunti in Europa per fuggire dal conflitto, hanno vissuto episodi durissimi, il loro percorso di rielaborazione e di crescita, è spesso ostacolato dai pregiudizi nei loro confronti. La convinzione che le persone provenienti dai Balcani siano colleriche, é radicata anche tra coloro che sono normalmente lontani da pregiudizi razziali, come se i fatti storici che hanno colpito la regione dimostrassero la presenza di un carattere genetico predeterminato, che porta a delinquere.

Il progetto vuole contribuire a minare questi pregiudizi razziali ascoltando e dando voce agli esuli, nella convinzione che l'attenzione data alla storia dell'altro sia il primo passo verso la comprensione reciproca. Da un lato, chi racconterà la propria storia si sentirà maggiormente accolto dalla società di arrivo, dall'altro, coloro che ascolteranno le storie degli esuli proveranno maggiore empatia verso di loro.

Comprendere come lo scatenarsi della violenza abbia stupito le persone, come sia facile immedesimarsi nelle reazioni, nelle scelte compiute dalla maggior parte di loro, avvicina e contribuisce ad abbattere i muri dell'indifferenza.
Alan Alpenfelt tra il 2012 e 2013 ha ascoltato le storie di 20 persone fuggite dal conflitto balcanico quando avevano tra 10 e 20 anni e che tutt'ora vivono in Ticino, integrandosi e cercando di superare lo strappo subito. Le testimonianze sono state trasformate anonimamente in una serie di storie audio che hanno ispirato a loro volta il pittore Ravi Tironi che ascoltandole, le ha dipinte in una serie di 20 quadri.

L'insieme sfocia in una mostra audio-pittorica presso la Biblioteca Cantonale di Bellinzona da sabato 10 maggio (giorno dell'inaugurazione alle 14.00) fino a sabato 7 giugno 2014. E in una speciale settimana di Colpo di scena, dal 5 al 9 maggio alle 13.30 durante la quale agli ascoltatori di Rete Due verrà proposta una selezione dei racconti.
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Sulla pittura:
L'artista Ravi Tironi dipinge le storie degli esuli raccolte da Alan Alpenfelt ascoltandone le voci senza mai conoscerne l'identità. Egli utilizza diverse tecniche per trasportare su quadro ciò che sente. Assembla il quadro alla maniera rinascimentale preparando il fondo del tessuto ed il supporto permettendo una totale creazione. Il materiale usato varia a seconda della storia, ma ognuna ha in comune l'utilizzo del gesso fresco: come avviene per la vita, esso può essere lavorato attraverso l'incisione di solchi che plasmano la nostra esperienza. In essi il gesso accoglie polvere di pigmento che stringe a sé prima di seccare, come si fa con le gioie più grandi o col dolore più profondo. I colori in trasparenza sono le memorie di ogni esule, coperte dagli strati di gesso come una censura, un forzato impedimento di espressione culturale e storico. Ma il colore si fa strada celando la sua luce: una grande indomita forza vitale.
http://www.ravitironi.com

Veniteci a trovare
dal 10 maggio al 7 giugno 2014

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