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1° Maggio di lotta 2014 a Taranto - SI' ai diritti, NO ai ricatti - Futuro? ...ma quale futuro?!

Concerto 1' Maggio Taranto Parco archeologico delle mura greche, Taranto TA, Italia
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Quest'anno per la direzione artistica potremo contare sull'aiuto di Michele Riondino e Roy Paci

ATTENZIONE - L'EVENTO E' IN FASE DI ALLESTIMENTO.

NEI PROSSIMI GIORNI DIFFONDEREMO AGGIORNAMENTI.
PER LE RICHIESTE DI ADESIONE DA PARTE DI ARTISTI, VI PREGHIAMO DI ATTENDERE NOSTRE COMUNICAZIONI ALTRIMENTI LE STESSE POTREBBERO NON ESSERE PRESE IN CONSIDERAZIONE PER L'ATTUALE MANCANZA DI POSSIBILITA' DI GESTIRLE CORRETTAMENTE. CHIEDIAMO SOLO UN PO' DELLA VOSTRA PAZIENZA.

1° Maggio 2013: (Lavoro? Ma quale lavoro?!) si è discusso del lavoro che non c’era e che non c’è, delle problematiche ambientali e sanitarie che affliggono Taranto.

1° Maggio 2014: quest’anno porremo l’attenzione sulle potenzialità del nostro territorio e sulle prospettive di sviluppo non inquinanti: “FUTURO? MA QUALE FUTURO?”

È la domanda che rivolgiamo a noi stessi ed ai nostri concittadini. Un invito a ridisegnare il futuro di Taranto tenendo conto di quei diritti che pretendiamo in egual misura: SALUTE, LAVORO, CULTURA E AMBIENTE

Vogliamo che ci venga restituito il futuro che la classe politica di ogni livello ci ha negato. Pretendiamo gli interessi e non siamo disposti ad offrire alcuno sconto.

Lo Stato italiano ha dimostrato che non reputa così grave l’emergenza sanitaria tarantina. Nulla ha fatto per porvi rimedio. Ben quattro decreti salva-Ilva e ammazza-Taranto in meno di due anni per salvaguardare una fabbrica obsoleta in cui si continuano a verificare incidenti sul lavoro e che produce acciaio oltre a “malattia e morte”.

Nonostante il cancro sia una malattia molto diffusa nella nostra città, risulta difficile fare diagnosi preventiva a causa di liste d’attesa interminabili. Non è più accettabile curarsi in strutture sanitarie affollate in cui c’è continua insufficienza di personale medico. I macchinari diagnostici scarseggiano e ce ne sono alcuni non funzionanti che attendono di essere riparati da anni.
Esigiamo che i malati non debbano più spostarsi di centinaia di chilometri da una città di 200.000 abitanti per ricevere delle cure dignitose. La salute e la sua prevenzione non possono essere un diritto esclusivo di chi ha capacità economiche superiori alla media. Vogliamo una città in cui poter morire di vecchiaia, dove ammalarsi di tumore sia una probabilità e non una certezza.
Il primo maggio sarà anche la giornata conclusiva della Campagna R.S.T., una petizione popolare, sottoscritta da decine di migliaia di persone, per la riappropriazione del diritto alla salute.

La millantata vocazione industriale della nostra città ha relegato Taranto al 104° posto nella classifica 2013 sulla qualità della vita ed a contare nello stesso anno un esercito di 110.000 disoccupati. Ma questi luoghi possono definirsi a vocazione industriale? Assolutamente no! Vista, ad esempio, l’assenza di giacimenti di materie prime come i minerali che l’Ilva importa dai paesi molto lontani da qui.
Archita, nato nel 428 a.C., delle nostre terre diceva: “Se vi si domanda come Taranto sia diventata grande, come si conservi tale, come si aumenti la sua ricchezza, voi potete con serena fronte e gioia nel cuore rispondere, con la buona agricoltura, con la migliore agricoltura, con l’ottima agricoltura.”

Non siamo contro ogni tipo d’industria, rifiutiamo tutte quelle attività il cui unico interesse è rappresentato dal profitto e la cui azione danneggia irreversibilmente l'uomo e l'ambiente. Quelle industrie in cui i lavoratori vengono privati della loro dignità, dove la produzione deve andare avanti nonostante la morte di un collega sul posto di lavoro.

Pretendiamo alternative economiche per chi sarà adulto tra pochi anni e per chi non potremo veder nascere dopo di noi.
Non accettiamo che le generazioni future siano ancora costrette a fuggire da qui o ad elemosinare una raccomandazione per un posto di lavoro nel siderurgico, in raffineria, al cementificio, tra gli inceneritori o al servizio della Marina Militare.

Non proviamo alcun piacere a parlare di fumi, veleni, malformazioni congenite e morti. Troppi morti per questa guerra in tempi di pace.
E’ nostro intento mostrare anche la bellezza di Taranto.
Valorizzarne il mare, la terra che potrebbe tornare a donarci prodotti di alta qualità qualora venisse liberata dagli inquinanti. Gradiremmo mostrarvi con orgoglio la storia millenaria del nostro territorio e le sue tradizioni secolari. Desideriamo raccontarvi di tutte quelle realtà che si sono messe al servizio di Taranto, dei giovani che anziché lamentarsi hanno scelto di sporcarsi le mani per restituire alla città il decoro e la visione di scorci sconosciuti agli stessi tarantini.

Auspichiamo un confronto continuo con quelle realtà attive in altri luoghi dilaniati dai nostri stessi problemi. Pensiamo che pretendere uno sviluppo economico sostenibile sia una questione che debba riguardare l’intera nazione, non solo località circoscritte come Trieste e la sua Ferriera, così come Piombino e Terni, La Spezia con la centrale termoelettrica, la Terra dei Fuochi, la centrale a Carbone di Cerano nel territorio Brindisi, la TAV della Val di Susa, le mega antenne targate U.S.A. di Niscemi, il petrolchimico di Gela, quello di Priolo e Crotone con la sua Terra dei veleni.

Vogliamo parlarvi anche un po’ di noi, in maniera scevra da qualsiasi autocelebrazione. Di quello che cerchiamo di costruire dal 02 agosto 2012: protesta, denuncia e da adesso in poi anche proposta.
Mare, storia, terra, cultura, tradizioni sono solo alcuni degli elementi su cui si deve improntare la rinascita di Taranto e che ci accompagneranno durante tutta la giornata del primo maggio.
Veicoleremo questi messaggi tramite video e immagini per far sì che restino indelebili nella mente di chi, quel giorno, vorrà essere al nostro fianco. E speriamo voglia esserlo anche successivamente da quel momento in poi.

Ci sarà la musica di artisti locali e nazionali che contribuiranno alla buona riuscita di questa giornata esibendosi in cambio del solo rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio.

Taranto aspetta solo di essere amata, da ognuno di noi.

Rimbocchiamoci le maniche per la nostra città, affinché l’industrializzazione spietata possa essere ricordata solo come un breve incubo in un sogno di decine di secoli.

TARANTO LIBERA!

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Contatti
e-mail: comitatocittadinioperaitaranto@gmail.com
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Veniteci a trovare
il 1 maggio 2014

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