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Un video per Don Chisciotte (Storia di Peppino Impastato)

Italy Campello Sul Clitunno PG, Italia
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La libertà è uno dei doni più preziosi dal cielo concesso agli uomini: i tesori tutti che si trovano in terra o che stanno ricoperti dal mare non le si possono agguagliare: e per la libertà, come per l'onore, si può avventurare la vita, quando per lo contrario la schiavitù è il peggior male che possa arrivare agli uomini.
(Don Chisciotte)
Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.
(Peppino Impastato)
Il fenomeno Mafia e Peppino Impastato
Il fenomeno “mafia” esiste da quando si ha traccia dell’esistenza del vocabolo “prepotenza” o “clientelismo”, o ancora “omertà” e così via dicendo; ciononostante, si può risalire a una data di inizio, seppur convenzionale, ma non si ha la più pallida idea, invece, della data della sua fine. Possiamo dire che la sua fine dipende dalla condotta umana e dalla mentalità degli esseri pensanti. Avete presente il famoso “cogito ergo sum” (Penso dunque sono)? Ecco, funziona proprio così. Più una persona pensa o è portata a pensare e quindi ad aprirsi culturalmente, più si avvicina la fine del fenomeno mafia.
Chi ha vissuto il ventennio delle stragi di mafia sa bene quanto la libertà di pensiero fosse maltrattata dalla mentalità siciliana. Come biasimare quei genitori che tenevano i propri figli lontani dalla verità omettendo l’esistenza di questo male? Le generazioni che hanno vissuto le stragi si sono svegliate dopo litri e litri di sangue versato, e in molti non hanno ancora capito cosa sia successo realmente e il perché siano morte così tante persone. Una cosa è certa: non esisteva ne Twitter ne Facebook, non c’era nemmeno internet per dirla tutta. Per sapere cosa accadeva nel mondo o a due passi da casa tua bisognava affidarsi alla TV, ai Tg e ai giornali e non sempre erano fonti attendibili. Nessuno allora aveva un’idea precisa di cosa fosse Cosa Nostra, in pochi ne avevano un quadro, ma in tanti avevano paura.
È in questo contesto che nasce Giuseppe Impastato detto Peppino. Proprio lui, figlio di genitori mafiosi, decide di ribellarsi a quella mentalità, decide di non voltarsi dall’altra parte come fanno tutti ma di combattere a viso aperto quel male che affligge e inghiotte in una cappa oscura la sua Cinisi. Ma per la gente Peppino è solo un pazzo, proprio come Don Chisciotte, agli occhi di tutti la sua è una battaglia apparentemente contro i mulini a vento. Ma Peppino sa bene i rischi che corre ed è lucido mentre attacca da una radio il capomafia di Cinisi, Gaetano Badalamenti ribattezzato ironicamente “Don Tano seduto” non risparmiando il sindaco e tutto il municipio (che diventa maficipio). Quella radio comincia a catturare l’attenzione della gente e, di conseguenza, anche quella dei diretti interessati. Peppino capisce che quello è il momento di passare oltre e decide di entrare in politica. Così, nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale; col suo cadavere venne inscenato un attentato, atto a distruggerne anche l'immagine, in cui la stessa vittima apparisse come attentatore suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale.
Stampa, forze dell'ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l'attentatore sarebbe rimasto vittima di suicidio dopo la scoperta di una lettera scritta in realtà molti mesi prima. L'uccisione, avvenuta in piena notte, riuscì a passare quasi inosservata poiché proprio in quelle ore veniva "restituito" il corpo senza vita del presidente della DC Aldo Moro in via M. Caetani a Roma.
Solo molti anni dopo si fece luce sulla morte di Peppino Impastato, grazie all’aiuto della madre e del fratello. Solo molti anni dopo venne raccontata la vera storia del Don Chisciotte di Cinisi, ucciso per aver provato a rendere il mondo un posto migliore.
Un video per “Don Chisciotte
(storia di Peppino Impastato)”

Regolamento
Lo scopo del concorso è quella di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ancora attuale su tutto il territorio nazionale.
Il concorso è aperto a tutti ed è GRATUITA la partecipazione.
L’obbiettivo è quello di creare un video per la canzone “Don Chisciotte (storia di Peppino impastato)” dell’artista Dinastia. Un video che possa esprimere il vostro pensiero sul tema trattato. Non esiste nessun limite e nessuna censura, fuorché non s’intacchi l’onestà intellettuale di nessuna persona.
Chiunque fosse interessato a realizzare il video in questione potrà contattare tramite mail ( casistranicrew@hotmail.it ) gli organizzatori che provvederanno a inviare il file audio della canzone.
Una volta realizzato il video questo potrà essere inviato tramite mail ( casistranicrew@hotmail.it ) utilizzando il servizio WeTransfer ( https://www.wetransfer.com/ ) oppure potrà inviare il tutto per posta al seguente indirizzo: Musumeci Maurizio, Via San Giuseppe, 31, 95047 Paternò (CT). Il tutto entro e non oltre l’8 maggio 2014.
Una giuria composta da radio, associazioni culturali e tv locali decreterà l’idea più originale e lo renderà pubblico a tutti promosso attraverso i canali utilizzati dal rapper Dinastia.
La PPUH produzioni vi augura buon divertimento! :-)

Veniteci a trovare
il 9 maggio 2014

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