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OMAGGIO A PUCCINI

Teatro Bibiena Via Accademia 47, Mantova MN, Italia
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La recita del Gianni Schicchi e i Brani tratti dalle Opere del Maesrto Giacomo Puccini saranno interpretate dalla classe di canto del Maestro SALVATORE RAGONESE DEL CONSERVATORIO LUCIO CAMPIANI di
MANTOVA
La serata sarà a scopo benefico
Per L'UNIONE ITALIANA LOTTA ALLA DISTROFIA MUSCOLARE
Ingresso 12 Euro
Per informazione telefonare a
0376 270533
339 4822998
348 4148786
Docente collaboratore al Pianoforte
Saverio Martinelli
Ensemble Strumentale del Conservatorio di Musica di Mantova
Soprani
Sara Minieri,Gloria Moretti,Giulia Carli
Mezzosoprani
Krysthel Hernandez,Antonella Di Giacinto
Tenori
Chen Ju,Gyorgy Khelkhelauri,Andrea Bardini
Baritoni
Alberto Iafano,Marco Galifi,Ruben Ferrari
Bassi
Luca Bauce,Paolo Favella
Voce Bianca
Marta Marini
Maestri Collaboratori
Ludovica Punzi,KanokoMinematsu

Gianni Schicchi è un'opera in un atto di Giacomo Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano basato su un episodio del Canto XXX dell'Inferno di Dante (vv. 22-48).Trama[modifica | modifica sorgente]
Gianni Schicchi, famoso in tutta Firenze per il suo spirito acuto e perspicace, viene chiamato in gran fretta dai parenti di Buoso Donati, un ricco mercante appena spirato, perché escogiti un mezzo ingegnoso per salvarli da un'incresciosa situazione: il loro congiunto ha infatti lasciato in eredità i pro­pri beni al vicino convento di frati, senza disporre nulla in favore dei suoi parenti.

Inizialmente Schicchi rifiuta di aiutarli a causa dell'atteggiamento sprezzante che la famiglia Donati, dell'aristocrazia fiorentina, mostra verso di lui, uomo della «gente nova». Ma le preghiere della figlia Lauretta (romanza «O mio babbino caro»), innamorata di Rinuccio, il giovane nipote di Buoso Donati, lo spingono a tornare sui suoi passi e a escogitare un piano, che si tramuterà successivamente in beffa. Dato che nessuno è ancora a conoscenza della dipartita, ordina che il cadavere di Buoso venga trasportato nella stanza attigua in modo da potersi lui stesso infilare sotto le coltri, e dal letto del defunto, contraffacendone la voce, dettare al notaio le ultime volontà.

Così infatti avviene, non senza che Schicchi abbia preventivamente assicurato i parenti circa l'intenzione di rispettare i desideri di ciascuno, tenendo comunque a ricordare il rigore della legge, che condanna all'esilio e al taglio della mano non solo chi si sostituisce ad altri in testamenti e lasciti, ma anche i suoi complici («Addio Firenze, addio cielo divino»).

Schicchi declina dinanzi al notaio le ultime volontà e quando dichiara di lasciare i beni più preziosi – la «migliore mula di Toscana», l'ambita casa di Firenze e i mulini di Signa – al suo «caro, devoto, affezionato amico Gianni Schicchi», i parenti esplodono in urla furibonde. Ma il finto Buoso li mette a tacere canterellando il motivo dell'esilio e infine li caccia dalla casa, divenuta di sua esclusiva proprietà.

Fuori, sul balcone, Lauretta e Rinuccio si abbracciano teneramente. Schicchi, contemplando la loro felicità, sorride compiaciuto della propria astuzia, che pure lo condannerà all'inferno.

Veniteci a trovare
il 17 maggio 2014

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