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Presentazione di "Nesting. Fare il nido: Corpo, Dimora, Mente"

Lombardini 22 / DEGW Milano, Italia
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Nell’ambito del progetto EMPATIA DEGLI SPAZI
Lombardini22 presenta il libro

NESTING. FARE IL NIDO
Corpo, dimora, mente

Ne parlano:
Sarah Robinson, architetto e filosofo, autore del libro NESTING. FARE IL NIDO
Salvatore Veca, filosofo

In una conversazione condotta da
Franco Guidi, AD Lombardini22


In continuità con il progetto Empatia degli Spazi, inaugurato lo scorso anno per indagare il complesso e affascinante rapporto tra Architettura e Neuroscienze, Lombardini22 presenta il libro NESTING. FARE IL NIDO di Sarah Robinson, pubblicato da Safarà Editore nell’ambito della collana “La mano che pensa”.

Un evento di grande rilievo culturale, che porta ulteriore linfa al tema delicato e centrale del rapporto tra corpo e architettura.

L’occasione è offerta dalla recente pubblicazione di un libro rivolto a tutti coloro che sono interessati a capire il legame profondo tra gli edifici e le emozioni, la memoria e i luoghi, e a riconoscere nell’architettura la silenziosa e pervasiva compagna della nostra vita emozionale.

A questo nuovo e intrigante filone culturale Lombardini22 aveva già dato spazio lo scorso anno con l’evento Empatia degli Spazi, ispirato allo studio del Prof. Harry Francis Mallgrave ‘Architecture and Embodiment’. Nell’occasione, il neuroscienziato Vittorio Gallese ci aveva raccontato il ruolo chiave del binomio cervello-corpo nel rapporto con lo spazio costruito. Una visione nuova secondo la quale lo spazio architettonico va inteso soprattutto come un’esperienza emotiva e multisensoriale, come la reazione di un organismo con un corpo ad un ambiente che produce continui stimoli.

Lombardini22 propone un evento che individua nel libro di Sarah Robinson un messaggio assolutamente centrale per chi si occupa di progettazione. Ovvero riportare attenzione ad alcuni concetti chiave quali: rifugio, materialità, inconscio, spazio, appartenenza e metafora.

La morale è che dovremmo spostare la nostra attenzione dall’oggettivazione della architettura per rivolgerla verso coloro che ‘abitano il nido’: le persone.

“Il nostro ambiente, racconta Sarah Robinson, protegge la nostra vulnerabilità, ci offre un rifugio, nutre e sostiene i nostri sogni. Questo bisogno, inciso com’è nei nostri circuiti, rappresenta la dimensione più profonda dell’abitare. Come diceva Heidegger: “soltanto se siamo capaci di abitare, possiamo costruire”. E ancora: ”L’uccello costruisce all’esterno a partire dall’interno, e usa il corpo come strumento per dare forma alla propria casa. La misura della curva del suo nido è determinata con precisione dal diametro del suo corpo. La casa, dunque, è la persona stessa dell’abitante…”

All’evento interverrà anche il filosofo Salvatore Veca, che sottolinea nell’introduzione la natura radicalmente anticartesiana del libro: “Sarah Robinson è molto attenta agli sviluppi straordinari delle neuroscienze cognitive (….) La sottovalutazione del ruolo cruciale delle emozioni e dei nostri modi di sentire noi stessi e il mondo – che è stata al centro del grande programma cartesiano – è responsabile di una sorta di perdita di senso del fare architettura. Senso che la potente ‘metafora del nido’ recupera!”

“Per una realtà come la nostra – racconta Franco Guidi AD Lombardini22 DEGW – è interessante cogliere gli stimoli che possono migliorare la progettazione degli spazi. La sempre maggiore consapevolezza dell’esperienza che ognuno di noi vive negli spazi che abitiamo, che percepiamo e attraversiamo con il nostro corpo deve stimolare una progettazione più consapevole. Con questo secondo evento del ciclo Empatia degli Spazi vogliamo animare il dibattito sul predominio della visione nell’evoluzione del linguaggio architettonico contemporaneo e verificare il bisogno emergente di un’architettura che tenga in considerazione tutti gli altri sensi, a partire dal tatto, dalla pelle.”

Veniteci a trovare
il 27 novembre 2014

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