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Masterclass con GIAN PAOLO FAGOTTO

Santi Apostoli, Rome Rione II Trevi, Roma, Italia
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Masterclass vocalità rinascimentale e barocca
Docente Gian Paolo Fagotto

In collaborazione con l’Associazione ANTIQUA

La masterclass è finalizzata allo studio e all’esecuzione in forma semiscenica de Il Carro di Madama Lucia di Giovanni Battista Fasolo, data alle stampe a Roma da G. B. Robletti nel 1628

La masterclass è rivolta ai cantanti (S-A-Ct-T-B) che desiderano approfondire questo repertorio e che abbiano, oltre a delle buoni doti vocali, una discreta presenza scenica.

La stessa si articola in due incontri, ciascuno costituito da tre giornate di studio nell’ambito delle quali si lavorerà sulla vocalità, sulla musica di insieme e sugli aspetti scenici, con il concerto finale previsto per la domenica di Carnevale 15 febbraio

Gli interessati dovranno inviare una breve registrazione di un brano tratto dal repertorio barocco, unitamente ad un breve curriculum alla mail:
info@archetipaottava.it

La partecipazione alla masterclass prevede il pagamento di una tassa di iscrizione di € 60 non rimborsabile

Entrambi gli incontri avverranno presso la Basilica dei SS. Apostoli, nel cui convento visse lo stesso Fasolo nel suo soggiorno romano.

Agli studenti selezionati verranno preventivamente inviate le parti da studiare.

Gli studenti più meritevoli verranno inoltre selezionati per produzioni future de Il Carro di Madama Lucia e per la registrazione di questa raccolta di canti carnevaleschi, che avverrà in collaborazione con l’Associacione ANTIQUA

Primo incontro
31-31 gennaio/1 febbraio

Secondo incontro
13-14-15 febbraio

Concerto in forma semiscenica
15 febbraio

COSTO MASTERCLASS
Quota d’iscrizione di € 60,00 per effettivi e uditori, non rimborsabile
Quota contributo corso per ogni incontro allievo effettivo € 150,00
Per un totale dei due incontri di € 300,00
Quota contributo corso per entrambi gli incontri allievo uditore € 70,00

I cantanti saranno accompagnati dagli strumentisti:

Antonio Addamiano e Romeo Ciuffa, flauti dritti - Simone Colavecchi, tiorba, chitarra barocca, colascione Stefano Todarello, chitarra barocca – Luigi Polsini, viola da gamba – Paolo Rossetti Murittu, percussioni

Ulteriori informazioni:
http://www.archetipaottava.it/masterclass-con-gian-paolo-fagotto-2/
info@archetipaottava.it

"Il Carro di Madama Lucia"
Singolare edizione di canti carnevaleschi, promossa dallo stesso stampatore Robletti. Dopo numerose incertezze di attribuzione di questa raccolta, lo studioso Francesco Luisi ha definitivamente attribuito queste musiche al frate francescano Giovanni Battista Fasolo di Asti, all'epoca vivente in Roma nel convento dei Santi Apostoli; in precedenza si faceva il nome di Francesco Manelli o di altri, considerando Fasolo un soprannome, oppure si pensava all'esistenza di diversi compositori di cognome Fasolo. Tutti i brani sembrano adatti a un divertimento in maschera, e questa fu la loro destinazione giacché il titolo include la voce "carro", usuale in Roma per concerti carnevaleschi su carri, che venivano ripetuti in vari luoghi della città. Solo in qualche caso furono stampati i testi di siffatte mascherate, e ancor più raramente le musiche, come quelle del Carro di Fedeltà d'Amore di Paolo Quagliati. Anche nel Carro di Madama Lucia i testi sono dialogici e la musica alterna brani a voce sola con ensembles a tre voci. Dal comico lamento di Lucia abbandonata dall'amante Cola (maschera napoletana, chiamata anche Coviello), condotto su un basso ostinato, all'ancor più buffa Serenata in lingua lombarda, dove tre voci grottesche fanno le lodi della tavola e del vino, con giochi verbali in dialetto cari alla tradizione dei comici dell'arte; sino ad altri pezzi ludici su ritmo di danza, come la divertente "sguazzata" da cantare sul colascione, strumento popolare tipico di queste musiche spensierate, come del resto anche la chitarra, il cui successo dell'epoca in tutte le classi sociali consentiva anche ai gentiluomini di usarla in tono scanzonato e liberatorio. La maggior parte di questi brani reca appunto le lettere per la chitarra. Dato il necessario riserbo che per la sua condizione di religiosio regolare l'autore doveva mantenere (significativo al riguardo il soprannome di "Retirato" adottato nell'Accademia dei Capricciosi), un simile spettacolo su carro nel carnevale cittadino fu allestito dall'editore Robletti, che perciò volle esplicitamente dichiarare sul frontespizio che questo componimento fu da lui "rappresentato, e dato in luce". Forse Robletti vi partecipò anche cantando. L'edizione, che manca di ogni dedica o patrocinio, deve essere stata a sue spese; dovrebbe essere uscita qualche mese dopo il carnevale. Una nuova versione musicale sullo stesso testo del Lamento di Madama Lucia fu pubblicata con il titolo La Luciata nelle Musiche varie op. 4 di Francesco Manelli (Venezia 1636); nell'avviso al lettore di tale raccolta Manelli rivendica a sé la paternità del componimento, dicendo che era stato già edito sotto nome accademico. Da ciò sono nati i dubbi poi chiariti dalla ricerca di Luisi. Nel 1628 il giovane Manelli, maestro di cappella della cattedrale di Tivoli, potrebbe aver preso parte al "carro" allestito da Robletti, come pure può avervi cantato sua moglie Maddalena, apprezzata virtuosa. L'aver ristampato a suo nome in un'altra città il "lamento" del Fasolo suggerisce che il brano aveva avuto un buon successo.
(da Saverio Franchi, Annali della Stampa Musicale Romana dei secoli XVI-XVIII, I, IBIMUS, Roma, 2006, pp. 596-598)

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il 30 gennaio 2015

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