Login Accedi ^
Italiano
Registrati
Registrati su Weekeep! Trova i tuoi amici di Facebook, organizza i tuoi viaggi e visita oltre 1.000.000 eventi in tutto il mondo!
Accedi con Facebook
Accedi con Google+
Facebook Google+
X
RISULTATI
MAPPA
DETTAGLIO
$mapTile_Titolo
$mapTile_Immagine
$mapTile_Indirizzo
$mapTile_LastMinute
$mapTile_Durata
Località
Dormire
Mangiare
Offerte Speciali
Eventi
Mostra tutte le 7 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 11 LOCALITAMostra meno località
Mostra tutte le 23 sistemazioniMostra meno sistemazioni
PREZZO : da € a
OSPITI :
CAMERE :
STELLE : da a
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie

MANCA-MILESI William Burroughs duo - Canton Ticino [CH]

Ticino, Switzerland Lavertezzo, Svizzera
Google+

Leggere William Burroughs

Ragazzi selvaggi/La rivoluzione elettronica

Alessandro Manca voce
Massimiliano Milesi sax


Un reading che vuol essere un viaggio intenso ed emozionale attorno a due opere di questo visionario scrittore del Novecento.

Cento anni fa (il 5 febbraio 1914) nasceva William Seward Burroughs. Scrittore, alchimista delle parole, talento visionario, maestro intergenerazionale, istigatore di futuri e possibilità.
Un'occasione non solo di riflessione su una parte dell'opera vasta di Burroughs ma anche uno spazio dinamico ed innovativo per ritrovarne le tracce composite all'interno della nostra contemporaneità.

*******************************

Venerdì 23 gennaio (sera) - CSOA Il Molino di Lugano
http://www.inventati.org/molino/

Domenica 25 gennaio (aperitivo pranzo ore 11:15) - teatro di Banco [Fr. 15]
Banco, Ticino
http://www.teatrodibanco.ch/
http://www.teatrodibanco.ch/styled-2/index.html

*******************************


INFO SULLE OPERE da cui saranno tratte le letture:

Ragazzi selvaggi

Burroughs scrive 'Ragazzi selvaggi' a Tangeri e a Londra fra il 1967 e il 1969 e si basa sulla supposizione che un disastro o una qualche pestilenza abbia ridotto all’incirca di tre quarti la popolazione terrestre e le comunicazioni sono distrutte, resta pochissima benzina, le persone tornano ai messaggi con il tam tam e ad altri sistemi di comunicazione primitivi.
Tutti i protagonisti del libro sono quei morti-viventi che vengono impietosamente trascinati negli ingranaggi mortali della storia.
I ragazzi selvaggi, specie di umanoidi omosessuali, adolescenti guerriglieri, mutanti biologicamente specializzati a uccidere, sconvolgono il mondo. La Resurrezione è espressa da un’insurrezione caotica attraverso la formazione di bande armate decise ad abbattere tutte le istituzioni esistenti: «Intendiamo marciare contro la macchina della polizia dappertutto. Intendiamo distruggere la macchina della polizia e tutti i suoi archivi. Intendiamo distruggere ovunque l’organo di stampa della macchina poliziesca che si nasconde sotto il nome della stampa mondiale. Intendiamo annientare tutti i sistemi verbali dogmatici».
Con una potente metafora che nasce non tanto dai contenuti quanto dalla tecnica specifica del linguaggio, Burroughs mette in luce la follia che ha fatto irruzione nel sociale.
Ragazzi selvaggi è un veridico romanzo sulle pulsioni autodistruttive della nostra società e una terrificante profezia su ciò che ci attende.
Un trionfo degli insorti, che assomiglia a un carnevale o a un’orgia di metamorfosi ovidiana, in cui i ragazzi adottano le apparenze più bizzarre, formano degli ibridi o si trasformano in ermafroditi. E tutto ciò è il termine subliminale di una ricerca interminabile.
Il tema del romanzo può essere semplificato da una frase contenuta nella seconda ‘routine’ del libro: “È venuto il tempo per i ragazzi di viaggiare – nel tempo… Riscriveremo tutti gli errori della storia. Uccideremo tutti gli stronzi prima che possano rinascere”.






La rivoluzione elettronica

«Burroughs aveva capito e svelato che il sistema delle comunicazioni di massa avrebbe segnato la nostra epoca e caratterizzato la società. Lo sviluppo delle tecnologie di registrazione e riproduzione, determinanti "dispositivi della memoria" e della conoscenza, avrebbe cioè favorito soggettive esplorazioni, strategie private di ri-scrittura e ri-montaggio di testi e significati. Prima della diffusione delle tecnologie digitali, che hanno reso manifeste queste attitudini alla manipolazione e moltiplicazione dei contenuti, Burroughs lanciava suggerimenti creativi per fare la "rivoluzione elettronica", disinnescando con le sue stesse armi il potere di controllo attuato dal sistema delle comunicazioni di massa». [Ninì Candalino - Burroughs, William, in "Netmage - Piccola enciclopedia dell'immaginario tecnologico", a cura del Link Project; Mondadori, 2000]

Burroughs pubblica questo libro nel 1971 come un manuale di guerriglia urbana, che fa seguito a una serie di considerazioni sulle forme di resistenza contro la Macchina di Controllo, esposte in particolare in 'The Job' e 'The Invisible Generation'. Espone qui delle tecniche destinate a diffondere false notizie… screditare gli avversari… come arma di prima linea per produrre e accrescere disordini. L’obiettivo centrale di questa insurrezione consistente nel dominio dei mezzi di comunicazione di rimescolare e annullare le linee di associazione imposte dai mass media. Queste arti elettroniche di non comunicazione (per stravolgimento e perversione) conferiscono un’altra portata alla pratica del cut-up, del fold-in e delle permutazioni applicate alle registrazioni su magnetofono e al cinema. Ma la finalità ultima di queste manipolazioni che comportano uno sbrogliamento della tessitura verbale dell’informazione, di trasformare il corpo umano e il suo sistema nervoso in apparecchi autonomi di sbrogliamento.

Il concetto stesso di Identità com’è inteso dalle lingue occidentali è per Burroughs una dannosa invenzione linguistica: dire che qualcosa è qualcos’altro significa costringere l’inarrestabile divenire dell’esistenza in schemi che non le appartengono. A meno che non si riscriva l’alfabeto della lingua da noi conosciuta, la tecnica del cut-up costituisce l’unico strumento utile a neutralizzare la parola nel suo potere di castrazione della vita umana.
Burroughs parte dall’idea che il linguaggio è un virus: ne La rivoluzione elettronica avanzò la teoria che il virus è una piccola unità di parola e immagine. Un virus ha la tendenza innata ad autoreplicarsi, infettando un organismo ospite. La mente umana è l’organismo scelto dal virus del linguaggio per autopropagarsi. Questa teoria offre la base per una pratica di scardinamento di ogni linguaggio autoritario, di ogni forma comunicante a senso unico.

«Il controllo dei mass media dipende da certe linee di associazioni. Quando queste linee sono tagliate le associazioni si spezzano. Potete tagliare le linee del chiacchiericcio mediatico e creare nuove linee in contatto in contatto con la strada, tramite un semplice registratore a nastro. Suggerisco che la stampa underground adotti l’uso di tecniche di cut-up. Per esempio, preparare un cut-up dei peggiori politici reazionari e metterci intorno le peggiori immagini che riuscite a trovare.
In sostanza: frantumare il discorso dell’avversario rivoltaglielo contro».

In sostanza, l’auspicio di W. S. Burroughs è quello che l’umanità si liberi del Controllo, che tagli definitivamente i ponti con il Verbo e rinunci a dar senso tramite la discorsività alla realtà in cui vive, accettando il silenzio come la migliore delle condizioni.

Ne 'Il libro della respirazione' (SugarCo, Milano 1980) Burroughs in considerazione la possibilità di convertire l’alfabeto inglese in geroglifici, poiché la scrittura per immagini, basandosi sulla visività, è comunque più ‘naturale’ di quella a parole.

Questa soluzione può benissimo essere respinta come irrealizzabile, folle e nichilista, ma dobbiamo riconoscere un grande merito – per nulla scontato tra gli scrittori di ogni epoca – all’autore de Il pasto nudo: quello di aver compreso che il mondo come quotidianamente lo concepiamo è fondato dalla parola. Non possiamo prescindere dall’interrogarci sul senso e sulla provenienza del nostro nominare, come non possiamo ignorare l’influenza che il linguaggio esercita su tutti noi.

Questo libretto è, per Burroughs, un atto di letteratura applicata: lo scrittore ha il dovere, non solo di porre in guardia il lettore, rappresentandogli i fatti ma, anche, suggerendogli effettivamente i mezzi di resistenza civile.


«La mia teoria generale fin dal 1971 è stata che la Parola è letteralmente un virus, e che non è stata riconosciuta come tale perché ha raggiunto uno stato di relativamente stabile simbiosi con il suo ospite umano (…)».
W.S.B.

_______________________________

Massimiliano Milesi

Studia con il M° Tino Tracanna presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Si specializza nello studio della composizione contemporanea con Gabriele Manca e Heinz Holliger. È parte della Contemporary Orchestra del compositore e trombettista Giovanni Falzone, con la quale ha all’attivo due registrazioni, in via di pubblicazione. E’ uno dei fondatori del Collettivo “Res” (Ricerca Euristica del Suono), un gruppo di musicisti provenienti dalle province di Bergamo, Brescia, Milano, dedito alla ricerca e allo sviluppo delle forme improvvisative della musica jazz e della musica contemporanea. È leader del Giro Vago Trio (con Filippo Sala e Roberto Frassini Moneta) e del quartetto Petra con Valerio Scrignoli, Michele Tacchi e Vittorio Marinoni. Con Tino Tracanna ha fondato i Double Cut, un originale quartetto che vede la presenza di Giulio Corini al contrabbasso e Filippo Sala alla batteria. È membro della Big Band di Oscar Del Barba con la quale ha di recente registrato il primo disco ospitando il sassofonista Dave Liebman. È membro inoltre della Wayne Horvitz European Orchestra; un ensemble che vede riuniti alcuni dei più importanti improvvisatori d’Europa. Suona nel Keys Quartet di Gianluca di Ienno, nel quintetto jazz-rock Oltaploc di Giacomo Papetti, nel 4Days di Walter Beltrami e nel quartetto del contrabbassista Roberto Bordiga, con Fausto Beccalossi e Nelide Bandello. Ha partecipato a diversi festival tra cui Bergamo Jazz, Clusone Jazz, Fano Jazz, Berchidda, Südtirol Jazz Festival, Novara Jazz, AngelicA, Jazz per Due, Trentino in Jazz ecc…. ed ha all’attivo diverse collaborazioni con importanti musicisti nazionali ed esteri tra cui Tino Tracanna, Giovanni Falzone, Ralph Alessi, Markus Stockhausen, Claudio Fasoli, Wayne Horvitz, Gianni Mimmo, Franco Ambrosetti, Garrison Fewell, Rob Sudduth, Fabrizio Bosso, Michel Godard, Zeno De Rossi, Danilo Gallo, Alexander Hawkins, Gerhard Gschlößl, Sebi Tramontana, Achille Succi, Enrico Merlin, Gianluca di Ienno, Gavino Murgia, Antonio Fusco, Beppe Caruso, Salvatore Maiore, Fausto Beccalossi, Boris Savoldelli, Francesco Bigoni, Luca Calabrese, Franca Masu, Vittorio Montalti, Filippo Monico, Walter Beltrami, Massimo Greco, Emanuele Maniscalco, Carlo Nicita, Edoardo Marraffa, Alex Ward, Rossano Emili, Silke Eberhard, John Dikeman, Fabio Morgera, Pietro Pirelli.

_________________________________

https://www.facebook.com/pages/Ri-leggere-la-Beat-Generation/599917813373296?ref=bookmarks

https://www.facebook.com/alessandro.manca.50

Veniteci a trovare
dal 23 al 25 gennaio 2015

Che Tempo fa

Recensioni

Caricamento...
Caricamento...
In questa zona i nostri Partner offrono: