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SULL’ISTMO | WORKSHOP CONDOTTO DA ENRICO MALATESTA SULL’INTERAZIONE TRA SUONO SPAZIO ED AZIONE

Macao Viale Molise, 68, Milano, Italia
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Sabato 31.01.15 e domenica 01.02.15
Ore 10.30-13.30 e 15.00-18.00

Sull’istmo è un workshop aperto a musicisti, attori, danzatori, performers e a chiunque sia interessato all’interazione tra suono, spazio ed azione.

Sull’istmo è un workshop di ascolto volto ad estendere la percezione di relazione tra evento sonoro, spazio e rumore di fondo, definire l’intensità dello stare (ovvero di localizzarsi in un ambiente) ed utilizzare l’esperienza aurale come medium di movimento, partecipazione e contemplazione.
L’intento è di offrire esperienze semplici, tramite le quali curare la consapevolezza dello spazio, inteso come ordine di coesistenza, e del tempo, inteso come ordine di successione, utilizzando l’ascolto attivo e le caratteristiche dell’intorno, per definire un paesaggio individuale vasto, fluente ed emozionale.
I partecipanti verranno invitati a porre l’attenzione al comportamento legato­slegato del suono, agli eventi fantasma e al rumore di fondo, così come alla relazione tra gesto, postura e strumento, cercando di estendere l’udibile della natura nel suo operare.

Sull’istmo si articola in tre sezioni di lavoro (individuali e collettive) costituite da azioni su strumenti risonanti quali membranofoni ed idiofoni metallici.
Gli strumenti non sono considerati nella loro accezione “musicale” bensì come dispositivi utili per realizzare la multipla interazione tra individuo e contesto, e percepire, nell’attività di ciò che circonda, la visione di limite, superficie e deriva.

Limite_ Studiare il limite di contatto tra due superfici. Percezione posturale e fisica del limite. Relazione tra spazi sonori, materiali, immaginari. Limite udibile di un suono.
Superficie_Studiare i contatti superficiale ed il peso. Gesto e postura della mano rispetto alla superficie. Articolazione di eventi disposti sulla superficie in base alla sua texture. Suono come sommatoria di qualità. Morfologia degli strumenti.
Deriva_Studiare la durata di un suono e l’instabilità dello stesso nel tempo. Decadimento in funzione degli strumenti e dei gesti. Dinamica (forte e piano). Dinamica come movimento di avvicinamento o allontanamento di un suono rispetto a chi ascolta. Tensione percettiva e poetica tra caducità di un suono e rumore di fondo. Continuum. Utilità dell’evento sonoro e dell’intenzione per un approccio ecologico all’ascolto.

Sull’istmo si compone, parallelamente, da una breve sezione di ascolto dedicata a registrazioni audio di pratiche tradizionali in cui suono e modalità aurale realizzano spazi simbolici e di partecipazione tra diverse entità percettive basate su tempo, ambiente e materiale, nonchè analisi di recenti sound studies su architettura aurale e relazione corpo­spazio e documentazione audio legata all’utilizzo del field recording come mezzo compositivo nella musica sperimentale occidentale.

“Di domenica, se il vento era favorevole, udivo talvolta le campane di Lincoln, Acton, Bedford e Concord una melodia lieve, dolce e per così dire, naturale, degna d’essere lasciata penetrare nella solitudine boschiva. Quando vibra al di sopra dei boschi, a suf iciente distanza, questo suono acquista un certo ronzio vibratorio, come se gli aghi dei pini, all’orizzonte, fossero le corde pizzicate di un’arpa. Ogni suono udito alla maggiore distanza possibile produce un unico e identico ef etto, fa vibrare la lira dell’universo, esattamente come l’atmosfera che è frapposta rende più interessante ai nostri occhi una cresta di monti lontani, il colore azzurro che le imparte. In questo caso, io ero raggiunto da una melodia filtrata attraverso l’aria e che aveva conversato con ogni foglia e ogni ago del bosco; quella parte del suono che gli elementi avevano raccolto, modulato e ripetuto di valle in valle. Fino a un certo punto, l’eco è un suono originale, e in ciò risiedono il suo fascino e la sua magia. Non è solo una ripetizione di ciò che valeva la pena fosse ripetuto nella campana, ma, in parte, è la voce stessa del bosco, le identiche e comuni parole e note cantate da una ninfa di quei luoghi.
A sera, il lontano muggito di quache vacca, all’orizzonte, oltre i boschi, risuona dolce e melodioso e, sul momento, io l’avrei preso per la voce di certi menestrelli che di tanto in tanto venivano a farmi la serenata, in giro per valli e colline; ma tosto ne ero non spiacevolmente disilluso, quando quella musica si prolungava in quella comune e naturale della vacca. Dicendo che il canto di quei giovani era simile alla musica di quelle vacche non voglio fare dell’ironia, ma dire invece quanto lo apprezzassi, in quanto ambedue erano, alla fine, una sola articolazione della natura.”
H.D.Thoreau



COSTO DEL WORKSHOP: 35 euro (da pagare con anticipo di qualche giorno presso Macao)
Iscrizioni: scrivere a faretempo+istmo@gmail.com



Enrico Malatesta (1985) è un percussionista attivo in ambiti di ricerca posti tra sound art, musica e performance. La sua pratica esplora le relazioni tra suono, spazio e movimento, con particolare attenzione alle modalità di ascolto e alla definizione del paesaggio attraverso gesti semplici, possibilità multimateriche degli strumenti ed informazioni multiple, utili ad estendere i confini dell’esperienza aurale. Lavora regolarmente in duo con i percussionisti Christian Wolfarth e Seijiro Murayama, in ambito elettro­acustico con Giuseppe Ielasi e Luciano Maggiore, con il trio di intervento sonoro Tilde (con Attila Faravelli e Nicola Ratti) ed è membro fondatore di “Glück”. Ha presentato i suoi progetti in festival ed eventi dedicati in tutta Europa, Corea del Sud, Giappone e Nord America, pubblicato materiale audio per le etichette discografiche Senufo Editions, Entr’Acte, Alku, Consumer Waste, Weighter Recordings, Presto, Triscele Registrazioni (che cura assieme a Luciano Maggiore) e preso parte a programmi di residenza artistica internazionali tra cui, si ricordano, Q­o2 workspace for experimental music and sound art, Bruxelles, Hotel Pupik A.I.R. Schrattenberg, A.I.R. Krems, Krems and Der Donau, Careof & Fabbrica del Vapore, Milano, La chambre blanche, Ville du Québec, Arboreto­Teatro Dimora, Mondaino (RN).
Tra il 2007 e il ­2014 è stato musicista di scena e coordinatore dei progetti sonori per Teatro Valdoca; da novembre 2013 collabora con la danzatrice Silvia Mai nel progetto Ciò che resta del fuoco.
Dal 2010 si occupa di didattica in progetti di formazione e workshop intensivi dedicati al suono, alle modalità di ascolto e alla relazione evento­spazio­corpo, collaborando con strutture private ed istituzionali tra cui CTA ­ Centro Teatro Ateneo, Sapienza Università di Roma, Politecnico di Milano, Università degli studi di Udine, Dipartimento di Studi Umanistici, Accademia di Belle Arti di Brera ed è docente per l’A.A. 2014/2015 del corso Progettazione degli spazi sonori presso Accademia di Belle Arti di Bologna.

http://enricomalatesta.com/

Veniteci a trovare
il 31 gennaio 2015

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