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AMMARGINE/Foto Expo - PEZZI/Documentario

Cso Sans Papiers viale Carlo Felice 69a, Rione XV Esquilino, Roma, Italia
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Il Csoa Sans Papiers è lieto di accogliere nella sua sala Expo il progetto fotografico AMMARGINE di Sara Camilli, il giorno mercoledì 4 febbraio. Per l'occasione sarà anche presentato il documentario PEZZI di Luca Ferrari. Con l'autore parleremo di questo suo lavoro poco prima della proiezione.

Ricordiamo che come sempre si potrà gustare durante l'evento l'aperitivo a cura di Mangiaradio.

AMMARGINE

Questa è la storia di una strada, ma è la storia di tutte le strade. È la storia della strada dove vivo, la tiburtina. “Tutto quello che è fuori dal raccordo anulare è periferia”. Cosi diceva mio nonno. Io dico che nel centro, allora, rimangono in pochi. Nel centro fa freddo, ai margini ci si abbraccia perché fa più freddo. E’ un freddo cosi coinvolgente che brucia e ti brucia. Ai margini si vive senza pensare a come lo si fa.
Ho odiato questa strada. L’ho odiata con tutta la rabbia che avevo, ma ho voluto conoscere quest’odio da dentro e ho imparato ad amarlo. Per sei mesi ho vissuto in strada di notte. Ho impressionato volti, ascoltato storie, imparato che gran parte della potenza creativa di una società si trova in tutto ciò che la società stessa rifiuta. Ho aperto uno squarcio e ho visto tutta la luce che ne è venuta fuori.

PEZZI

Massimo per i compagni di bisca è “er pantera”. Dalla vita non ha mai avuto niente, solo la miseria della periferia romana, del Laurentino 38. La sua storia è anche quella di Giuliana, Stefano, Rosi, Bianca, Lillo: schegge impazzite, vittime di un’esistenza senza obiettivi vissuta sempre ai margini, schiavi delle violenze subite.
vite piegate dalla droga, dall’alcool, dal cancro, una guerriglia quotidiana. Madri che piangono i figli. Padri che li rinnegano. La paura di tornare in strada dopo la galera. Una botta di coca per iniziare la giornata. Una birra, una grappa e una partita di biliardo per chiuderla. Per questi uomini e donne non c’è, né forse mai ci sarà, posto per la speranza.
Con PEZZI, il regista Luca Ferrari ha vinto il Festival Internazionale del Film di Roma 2012 come miglior Documentario, ed è stato candidato al David di Donatello 2013.


Breve bio degli autori.

Sara Camilli
Ha realizzato diversi progetti fotografici improntati sull’analisi della costruzione delle immagini ai fini di ricercare come si strutturano e veicolano comunicazioni attraverso l’uso della fotografia, come un video di 10 minuti, girato a l’Aquila, qualche giorno dopo il terremoto per ricercare come il dolore viene tradotto in immagini e viene codificato per esser condiviso dalla comunità, ragionando successivamente sull’utilizzo della fotografia nella rappresentazione del dolore tra etica ed estetica. Ha lavorato per 9 mesi in una casa famiglia per immigrati minori stranieri da settembre 2011 a giugno 2012 tenendo un corso di fotografia per gli utenti della casa famiglia. Cerca di utilizzare la funzione identitaria della fotografia, un vedersi esistere attraverso le immagini che in quel contesto di spaesamento sia geografico che culturale andava a creare e/o rafforzare sentimenti di comunità e consapevolezza. Realizza per questa associazione un reportage sul cricket, sport praticato dalla maggioranza dei ragazzi residenti nella casa.Il risultato del lavoro è convogliato in una mostra fotografica in un locale sito a Circo Massimo Roma con a seguito un convegno sull’integrazione e la possibilità di creare un integrazione sociale attraverso l’uso della fotografia. Ha insegnato fotografia a
ragazzi dai 17 ai 20 anni in un'associazione culturale a Pomezia per ragazzi con
difficoltà economiche, portandoli poi a esporre i propri lavori. A giugno 2014 termina il percorso all’interno di officine fotografiche seguendo un master di fotogiornalismo, affrontando una tematica molto vicina al suo punto d’interesse che è la marginalità e tutte le dinamiche sociali che ruotano intorno alla vita di confine in un contesto strutturato come il nostro. Non ha mai distanziato la fotografia dalla ricerca antropologica. Sono ambiti e strumenti che si compenetrano e si mischiano prendendo qualità e potenzialità gli uni dagli altri. La conoscenza, il dialogo, il tempo utilizzato per conoscere la realtà che vuole raccontare, l’immersione quasi totale nel contesto che ha deciso di analizzare, l’attesa che sa di avvicinamento, sono parti fondamentali e di presentazione di ogni lavoro fotografico che intende realizzare. Fotografa perchè ha sempre “visto” fotografie, vede quello che le scorre davanti in
fotogrammi. Ha semplicemente accostato all’occhio la macchina e messo a frutto la
sua passione per la disciplina antropologica.


Luca Ferrari

Luca Ferrari si laurea in Documentary Photography alla University of Wales, Newport ed in
Sociologia all’Università La Sapienza di Roma con una tesi sul rapporto tra mass media e
conflitti. Vincitore di diversi premi in Italia e Inghilterra, tra i quali il primo premio studenti dell’Observer Hodge Award del settimanale Observer e Ian Parry Scholarship (Sunday Times Magazine), nel 2008, a Londra, viene selezionato per il prestigioso Press Photographer of the Year (POY). Ha esposto i suoi lavori a Londra (Tom Blau Gallery, Guardian Newsroom, National Theatre), Parigi (Florèal Gallery), Bogotà (Planetario Museum), Festival Internazionale di fotografia Winephoto 2008, Fotoleggendo 2010 ed al Centro Internazionale della Fotografia d’autore di Bibbiena. Nel 2005 pubblica il suo primo libro “Rebibbia”: un reportage di testi e foto svolto all’interno del penitenziario romano. Ha realizzato reportage in Europa, Kosovo, Sierra Leone, Colombia, India, Filippine e Sri Lanka. Ha pubblicato sui più importanti magazines e quotidiani italiani e stranieri come L’Espresso, D di Repubblica, Panorama, The Guardian, National Geographic e Newsweek, per citarne alcuni. Dopo 7 anni vissuti a Londra nel 2009 torna a vivere a Roma sua città natale. E’ membro dell'agenzia Prospekt Photographers. Attualmente collabora con Repubblica.it e il settimanale L’Espresso.

Veniteci a trovare
il 4 febbraio 2015

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