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La Messa come non te l’aspetteresti mai raccontata dal giovane don Michele Garini in Biblioteca a Go

Biblioteca di Goito Via Dante Alighieri, 43, Goito MN, Italia
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Venerdì 27 febbraio 2015 alle ore 21.00, don Michele Garini presenterà il suo nuovo libro MESSA COSÌ È TUTTA UN’ALTRA COSA - RITO, ESPERIENZE SUGGESTIONI (edito da Gilgamesh Edizioni), presso la Biblioteca Comunale di via Dante Alighieri, 47 a Goito (MN).

Con l’autore sarà presente l’Editore Dario Bellini.


Dopo il fortunato Galateo per i preti e le loro comunità (Edizioni Messaggero), dove veniva offerto al clero un decalogo di “buone maniere”, don Michele Garini, questa volta, si concentra sull’intera comunità cristiana, scrivendo un libro per tutti.
Messa così è tutta un’altra cosa - Rito, esperienze, suggestioni (Gilgamesh Edizioni, 2014), infatti, si rivolge proprio a chiunque: dal lettore specialista, che può trovarvi interessanti spunti di riflessione, al lettore inesperto che può approfondire la propria conoscenza in materia. Dal devoto praticante, al laico negligente, dal credente al non credente.
Un saggio scritto in maniera sobria, senza eccessi, con un linguaggio alla portata di tutti, ricco di spiegazioni che non annoiano e di divertenti aneddoti sulla vita parrocchiale, tanto che l’autore non sembra affatto un prete.
Infatti, quando un sacerdote, peraltro laureato in scienze storiche e appena nominato docente in Seminario, scrive sulla Messa, quello che ci si può aspettare è una catechesi, una riflessione, un’esortazione o una trattazione scolastica. Niente di tutto questo si trova invece nelle pagine del libro di don Michele: ecco perché si può affermare che “non sembra scritto da un prete”. Il giovane presbitero si sforza piuttosto di approcciare il rito della Messa e le concrete modalità con cui questo viene celebrato nelle nostre parrocchie con un filtro intellettuale che potremmo definire “laico”. Il lettore viene invitato a percorrere un cammino “dentro la Messa”, all’incrocio tra liturgia, antropologia ed esperienza personale. Una strada che permette al credente e al praticante di scoprire la celebrazione eucaristica da un’angolatura inedita, mentre stimola anche il non credente a lasciarsi incuriosire dal vissuto liturgico della comunità cristiana.
Proprio la communitas è al centro dell’analisi di don Michele, la quale trova la sua più alta espressione nella celebrazione dell’Eucarestia. Analizzando tale celebrazione sotto la categoria del “rito”, mutuata dagli antropologi Arnold Van Gennep e Victor Turner, don Michele ne ricorda e ne rivivifica il senso profondo, richiamando l’attenzione della comunità cristiana alla dimensione della prassi. Infatti l’esperienza del fedele non si riduce solo al “credere” e al “fare”, ma è innanzitutto un “celebrare”. Celebrare che negli ultimi anni è passato sempre più in secondo piano, facendo assomigliare la Messa ad uno show televisivo teso ad attirare in qualsiasi modo il pubblico. Non si può non sorridere quando don Michele racconta di un sacerdote che invitava i presenti ad appoggiare la testa su un cuscino che veniva passato di mano in mano durante la Messa, per far comprendere meglio il senso di un brano evangelico ai presenti. Oppure quando «In un’altra parrocchia […], in concomitanza con la lettura del brano in cui Gesù chiama Pietro a divenire pescatore di uomini, i bambini dovevano uscire dai banchi per attaccare un pesciolino di carta a una rete posizionata ai piedi dell’altare» (pag. 76).
Al posto di escogitare stravaganti performance, don Michele, invece, consiglia di ritrovare quel senso profondo di communitas, il quale non si viene a costituire con una serie di nozioni teologiche, ma con l’attività quotidiana a cui sono chiamati i membri della Chiesa, non una Chiesa universale e astratta, ma particolare e concreta: quella locale dei parroci, dei vicari, dei diaconi, dei catechisti, degli animatori dell’oratorio, ecc…
Messa così è tutta un’altra cosa non pretende di essere un saggio esaustivo e definitivo, ma una nuova prospettiva sulla Chiesa contemporanea, che lancia proposte interpretative, suggerimenti attenti e che non si dimentica di problematizzare aspetti scomodi. Secondo l’autore la domanda che si deve porre non è: “perché la gente non viene più in chiesa?” ma “perché la gente ancora ci va?”. E la risposta non è né ovvia né banale.
Appare di certo rischiosa la scelta delle guide: non teologi, vescovi o maestri di spiritualità, ma due celebri antropologi, Arnold Van Gennep e Victor Turner. Altrettanto rischiosa è la “messa in discussione” del rito della Messa e, sempre facendo leva sull’antropologia, delle concrete modalità con cui esso viene celebrato ogni domenica nelle nostre chiese. Ma si tratta in fondo di rischi necessari e calcolati perché, pur rimanendo ben saldi nei binari della tradizione, essi permettono di aprire le porte della Messa anche a coloro che non vi aderiscono in virtù della fede.



«Parlare della Messa a tutti, senza annoiare i credenti e senza tentare di convincere i “lontani”. È un obiettivo ambizioso, ma non impossibile. Gli stimoli dell’antropologia e gli spunti tratti dall’esperienza sono le piste scelte dall’autore per guidarci alla scoperta del rito della Messa e del modo con cui viene celebrato nelle nostre chiese. Ne sono scaturite pagine ricche di interpretazioni originali, aneddoti curiosi e puntuali analisi su limiti e punti di forza di un sacramento con cui tutti, al di là della fede personale, abbiamo a che fare». (Quarta di copertina).


Michele Garini (1980), è un presbitero della diocesi di Mantova. Ha conseguito il baccalaureato in teologia e la laurea magistrale in scienze storiche. È vicario parrocchiale di Asola (MN) e consulente ecclesiastico diocesano del CSI (Centro Sportivo Italiano). Ha pubblicato il best seller Galateo per i preti e le loro comunità (Edizioni Messaggero, 2013).


INGRESSO LIBERO.


Ufficio Stampa
Gilgamesh Edizioni
Via Curtatone e Montanara, 3
46041 – Asola (MN)
Tel. 349/8646077
e-mail: gilgameshedizioni@gmail.com
sito internet: www.gilgameshedizioni.com

Veniteci a trovare
il 27 febbraio 2015

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