Login Accedi ^
Italiano
Registrati
Registrati su Weekeep! Trova i tuoi amici di Facebook, organizza i tuoi viaggi e visita oltre 1.000.000 eventi in tutto il mondo!
Accedi con Facebook
Accedi con Google+
Facebook Google+
X
RISULTATI
MAPPA
DETTAGLIO
$mapTile_Titolo
$mapTile_Immagine
$mapTile_Indirizzo
$mapTile_LastMinute
$mapTile_Durata
Località
Dormire
Mangiare
Offerte Speciali
Eventi
Mostra tutte le 7 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 11 LOCALITAMostra meno località
Mostra tutte le 23 sistemazioniMostra meno sistemazioni
PREZZO : da € a
OSPITI :
CAMERE :
STELLE : da a
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie

LA PROMESSA DELLA FELICITA’ E L’ABUSO DI SOSTANZE PSICOATTIVE.

Sala Consiliare del Quartiere 2 Nord, in Via Curzola 15, Padova PD, Italia
Google+

Intervengono RUGGERO CHINAGLIA, psichiatra, cifrematico, STEFANO GRIGOLETTO, farmacista, assessore del Comune di Padova, ANTONELLA SILVESTRINI, psicanalista, FABRIZIO STELLUTO, giornalista.

Questo dibattito, il quinto sulla questione dell’abuso di sostanze psicoattive, in connessione a differenti temi e questioni che ne possono costituire il pretesto, è organizzato dall’Associazione cifrematica di Padova con il Patrocinio del Comune di Padova.

Per sua natura la felicità è inafferrabile e indefinibile e forse proprio per questo si presta a banalizzazioni e a pseudo ricette per conquistarla. Cosa vuol dire “essere felici”? Come fare per essere felici? Chi non cerca la felicità, prima di tutto?

Ma, di cosa si tratta nella felicità?

Da Epicuro a Seneca, da Siddhartha Gautama al Vangelo di Matteo, da Socrate alla Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti, non c’è chi non invochi e auspichi la felicità, sfociando per lo più nella promessa che essa porrà fine alla sofferenza della condizione umana.

C’è chi anticamente ha situato la felicità nel risultato della “vita buona”, chi l’ha fatta derivare da una particolare disposizione dell’anima o dall’ascesi e chi la fa corrispondere al fine ultimo della vita, una volta liberati dalla paura della morte o di dio. Più modernamente, una certa impostazione scientista ha posto l’attenzione sulla psicologia della felicità, lasciando alle sensazioni individuali di definirla, ma limitandosi a prescriverla o a prometterla suggerendo modi e tecniche per conseguirla, ora come benessere ora come armonia tra il corpo e la mente. Resta però un’idea piuttosto astratta, di cui ognuno si sente tuttavia di vantare il diritto.

La felicità è cercata nei luoghi e nelle circostanze più disparate e anche disperate facendo intervenire anche l’uso della droga, del bere fino a stordirsi o l’abuso di psicofarmaci e di altre sostanze psicoattive per accaparrarsela.

Ogni rivendicazione, ogni protesta, ogni recriminazione sulla felicità sorge in nome di una presunta promessa ricevuta. Caratteristica comune al discorso politico, nelle sue varianti ideologiche, religiose, pedagogiche è la promessa di un avvenire migliore, con il miraggio della salvezza, del successo, del benessere, della liberazione, della guarigione, della catarsi, di una positività totale posta nell’avvenire. In breve, la promessa della felicità. E questo diventa utopicamente il fine della vita, nell’attesa della moratoria. Come fare per un’educazione alla felicità che faccia sì che essa non diventi pretesto e strumento di ricatto e di uso di presunti facilitatori?

Veniteci a trovare
il 22 aprile 2015

Che Tempo fa

Recensioni

Caricamento...
Caricamento...
In questa zona i nostri Partner offrono: