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Genova Ribelle. Storie di una città che resiste

Nuovo Cinema Palazzo San lorenzo Piazza dei Sanniti 9 a, Roma, Italia
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✶ Genova Ribelle ✶
Storie di una città che resiste

► Presentazione del libro di Andrea Casazza Gli Imprendibili. Storia della colonna simbolo delle Brigate rosse
(DeriveApprodi 2013)

Un'iniziativa a cura del Festival di Storia del Nuovo Cinema Palazzo e di DeriveApprodi

►Con l'autore intervengono gli storici Marco Clementi e Ilenia Rossini;
►Proiezione di alcuni estratti del dvd "tre della ventidue" di Stefano Barabino e Andrea Teglio;

Genova città ribelle, Genova città di moti, di ribellioni, di momenti di rottura che hanno fatto la storia recente della città: dalla Resistenza, al fatti del 30 gennaio 1960, dalla banda «XXII ottobre», alla nascita della colonna genovese delle Br; momenti diversi di frattura, di lotta di ribellione.

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✶ La lunga e complessa storia della colonna genovese delle Brigate rosse.
Genova è la città in cui, all’inizio degli anni Settanta, con la formazione della «banda XXII Ottobre», nata in collegamento con i Gruppi armati partigiani fondati dall’editore Giangiacomo Feltrinelli, ha avuto inizio la storia della lotta armata in Italia. Un primato ribadito, nel ’74, con il clamoroso sequestro a opera delle Br di Mario Sossi, e, nel ’75, con l’omicidio del giudice Francesco Coco e dei due uomini della sua scorta: il primo aveva recitato il ruolo di pubblico ministero nel processo alla XXII Ottobre, il secondo si era opposto alla scarcerazione dei militanti della «banda» richiesta dalle Br in cambio della liberazione del magistrato sequestrato. Da quel momento e fino al 28 marzo ’80, data dell’eccidio per mano dei carabinieri di quattro brigatisti sorpresi nel sonno nella base di via Fracchia grazie alle rivelazioni del «pentito» Patrizio Peci, la colonna visse il mito dell’imprendibilità. Sei anni di fuoco in cui la formazione brigatista partecipò al rapimento dell’armatore Pietro Costa, attuò quindici «gambizzazioni» di personalità politiche democristiane, di dirigenti industriali e del vicedirettore del quotidiano «Il Secolo XIX» e mise a segno gli omicidi di quattro carabinieri e di un commissario di polizia. Ma ciò che destò più scalpore e sgomento fu l’uccisione di Guido Rossa, operaio e militante del Partito comunista, punito per aver contribuito all’arresto di Francesco Berardi, sorpreso mentre distribuiva materiale propagandistico brigatista all’interno della fabbrica nella quale entrambi lavoravano.
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Link alla scheda del libro e alla relativa rassegna stampa:
http://www.deriveapprodi.org/2013/10/gli-imprendibili/

Veniteci a trovare
il 16 marzo 2014

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