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Museo Archeologico di Terni

Terni TR, Italia
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Il CAOS - Centro Arti Opificio Siri (Viale Campofregoso - Terni) comprende il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Aurelio de Felice", il Museo Archeologico, il FAT Art Gallery & Bar bookshop e il Teatro Secci. Il Museo Archeologico si articola in diciassette sale ed è composto da due sezioni. Sezione Preromana: nella prima sala sono esposti reperti risalenti all’età del bronzo finale (X sec. a.C.), e provenienti dalla zona delle Marmore, all’interno di grotte dove si svolgevano culti legati alla tessitura, come testimoniano i pesi da telaio o le fibule ad arco semplice. Nella seconda e terza sala si trovano i materiali della grande necropoli delle Acciaierie, scoperta alla fine del XIX secolo durante i lavori di realizzazione degli stabilimenti. I numerosi corredi funerari consentono di scoprire la vita dei Naharci dall’età del bronzo finale (X sec. a.C.) fino alla prima età del ferro (VIII sec. a.C.). La quarta e la quinta sala ospitano due tombe ricostruite entro teche di vetro in scala 1:1 che sottolineano l’inizio della fase orientalizzante del VII secolo a.C. con le necropoli dell’ex Poligrafico Alterocca e di San Pietro in Campo. Nella settima sala sono esposti reperti provenienti da abitati di età orientalizzante: uno in pieno centro storico a Terni nel quartiere Clai e l’altro in località Maratta Bassa. In quest’ultima area, dove ancora il cantiere di scavo è aperto, sono stati riportati alla luce buche di palo corrispondenti ad una struttura abitativa, fosse rettangolari ed un piccolo forno. I materiali recuperati consistono soprattutto in doli, olle, mortai d’impasto rossiccio o chiaro, manufatti di bucchero nero o di argilla figulina, pesi da telaio e fusaiole, manufatti bronzei ed un’ansa bronzea proveniente dalla zona di Chiusi. La sezione romana (sala nona e decima) si apre con l’epigrafe monumentale recante l’anno di fondazione della città di Terni e l’altare di Nettuno. Sono presenti basi di statue dedicate a personaggi politici oppure che hanno rivestito un ruolo importante per la città come Aulo Pompeo il quale si era adoperato per salvare Interamna Nahars dalle confische di terreni dopo la guerra tra Antonio ed Ottaviano. L’undicesima sala oltre a due statue acefale, a l’epigrafe del teatro e ad un bassorilievo con scene gladiatorie, presenta una vetrina con materiale fittile di recente acquisizione proveniente dalla piazza che deve essere stato l’antico foro cittadino. Anche la dodicesima ospita un vasto repertorio di ceramica romana rinvenuta nell’ex Palazzo Sanità, notevoli sono le anfore olearie e vinarie, le arule, le lucerne e le ceramiche da cucina, ma forse il pezzo più singolare è un coppa italo-megarese finemente decorata. Nella tredicesima sala si è voluto mettere in risalto i culti e le figure sacerdotali come la base di statua dedicata a Tito Flavio Isidoro che rivestì molte cariche tra

Info

archeologico@kairos.tr.it
| 0744.221801

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