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Museo della Ceramica di Mondovi'

Mondovì CN, Italia
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Domenica 12 dicembre 2010 ha inaugurato il Museo della Ceramica, all'interno del prestigioso Palazzo Fauzone di Germagnano, nel rione Piazza a Mondovi. Nato dalla collaborazione tra il Comune di Mondovì e la Fondazione Museo della Ceramica “Vecchia Mondovì”, attualmente presieduta da Guido Neppi Modona, nipote di Marco Levi, Alla direzione del museo Christiana Fissore, autrice del volume “La ceramica a Mondovì nell’Ottocento”, Umberto Allemandi ed., 2009. Il progetto dell'allestimento è dell'architetto Ferdinando Fagnola, mentre le installazioni multimediali sono di Studio Azzurro. Sono oltre seicento le ceramiche esposte, distribuite su quasi 600 metri quadrati; duemila pezzi sono poi custoditi nei depositi visitabili, destinati a studiosi, collezionisti, cultori della materia. Le ceramiche provengono dalle collezioni di Marco Levi (1910-2001), ultimo proprietario e direttore della fabbrica “Vedova Besio e figlio”, e di Carlo Baggioli. Quella di Baggioli - la più ricca collezione di ceramiche del distretto monregalese - era stata acquistata negli anni Novanta del secolo scorso da Marco Levi, che l’aveva poi donata insieme alla propria alla Fondazione Museo della Ceramica “Vecchia Mondovì”. Sin da allora Marco Levi aveva coltivato il sogno di preservare e trasmettere la memoria storica di una plurisecolare esperienza artistica e industriale e di farla rivivere in una prestigiosa sede museale. A quasi dieci anni di distanza dalla scomparsa di Marco Levi e dopo il lungo periodo di lavori di restauro, quel sogno si è tradotto in realtà. La produzione della terraglia, materiale innovativo della rivoluzione industriale usato per stoviglie a costi contenuti, segna nell’Ottocento e nel Novecento la cultura e l’economia della città di Mondovì e di un ampio distretto (Villanova, Roccaforte, Chiusa di Pesio, Vicoforte, Mombasiglio), generando simboli visivi caratteristici e inconfondibili, tra cui il galletto dalla coda variopinta e le vivaci decorazioni a spugna intagliata. Visitare il museo significa ripercorrere le tecniche produttive e i filoni decorativi che si sono succeduti nel corso di quasi due secoli. La storia dello sviluppo industriale, artistico e culturale del distretto ceramico monregalese sarà raccontata con il supporto di pannelli espositivi e con un linguaggio accessibile ed accattivante, arricchito da impianti multimediali di forte e immediato impatto scenografico. Al primo piano sono collocate le sale dedicate al ciclo produttivo. L'allestimento è concepito come un viaggio all’interno di una fabbrica: nella centrale sala degli Stemmi, ove è collocata l’installazione multimediale Fare ceramica, un percorso orizzontale introduce il visitatore nelle diverse fasi della lavorazione della terraglia e nelle tecniche della decorazione, coinvolgendolo in modo diretto nei suoni, nelle immagini e nelle sensazioni della fatica e della sapienza

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0174 559274

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