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Abbazia di San Pietro in Valle

Ferentillo TR, Italia
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L’Abbazia San Pietro in Valle si trova in Umbria all’interno del Parco Naturale del fiume Nera, immersa in un fitto bosco a 364 mt slm, con una meravigliosa vista sulla vallata. Dal 1917 il monastero è di proprietà della Famiglia Costanzi che nel 1995, sotto la guida della Soprintendenza alle Belle Arti di Perugia, ha iniziato un accurato restauro conservativo che ha mantenuto intatta la spiritualità ed il misticismo di questo luogo ed i caratteristici interni caratterizzati da pavimenti in cotto, spessi muri in pietra, soffitti in legno, volte a botte e archi a tutto sesto. Il Chiostro risale al XII sec. ed è costituito su tre lati da portici con poderose volte a crociera sostenute da colonne basse e robuste di pietra rosa tipica della Valnerina. Nel piano superiore risalente al XIII sec. trova posto l'elegante e raffinato loggiato. Sul quarto lato del chiostro invece c'è il portale che immette nella chiesa da un'entrata laterale. Pregevolissimi i due altorilievi di età longobarda situati nella parte superiore degli stipiti. Essi raffigurano San Pietro (ha una croce in una mano e l'enorme chiave del Paradiso nell'altra) e San Paolo, raffigurato con in mano la spada. La Chiesa di S.Pietro in Valle possiede una sola grande navata con copertura a capriate lignee che va restringendosi verso il transetto e termina in tre absidi rialzate su gradoni. La Chiesa fu compiuta in due epoche diverse: un primo nucleo in età longobarda (VIII sec.) e successivamente fu portata a compimento in età romanica (XII sec.), assumendo l'attuale fisionomia. Sulle pareti della navata troviamo raffigurato un ciclo di affreschi della scuola umbra con scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. L'ignoto autore umbro dei dipinti anticipa di circa 150 anni la pittura del Cavallini e di Giotto abbandonando per la prima volta la frontalità dell'immagine fino ad allora dominante secondo i canoni della pittura bizantina, e proponendo invece una pittura che potremmo definire classica per la capacità espressiva e per il plasicismo delle figure. Nella Chiesa inoltre sono conservati 5 splendidi sarcofagi: 1) quello di Faroaldo II (II sec.d.C.) che si dice accolga le spoglie del Duca Longobardo fondatore dell'Abbazia; 2) di Amore e Psiche (ulimo quarto del III sec. d.C.); 3) l'altare dei Santi Giovanni e Lazzaro (IV sec.); 4) di Psiche su tre barche (III sec.); 5) sarcofago con scene di caccia. Di grande importanza il paliotto dell'altare maggiore dell'VIII sec., che porta la firma dell'autore dell'opera (Ursus) e la dedica al Duca longobardo Ilderico Dagileopa, committente dell'opera e abate del monastero stesso. Anch'esso rappresenta un raro esempio della scultura longobarda. Le tre absidi sono decorate con affreschi del XV e XVI se

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