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I mosaici della Cattedrale

Termoli CB, Italia
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Nei primi anni del 1930, la cattedrale di Termoli è stata sottoposta ad un radicale e discutibile intervento di restauro, fu allora, durante alcuni lavori di indagine preliminare sulle fondazioni dei pilastri della navatella sinistra, che si rinvennero elementi insospettati: apparvero al di sotto del piano del pavimento attuale alla profondità di circa un metro, resti di una primitiva chiesa nella forma delle tre absidi, dei pilastri divisori e delle vaste zone di pavimento a mosaico rinvenuti in più punti della superficie della chiesa. Le rappresentazioni che si trovano sul pavimento termolese appartengono ad una serie iconografica molto caratteristica e diffusa in ambito medioevale e pugliese, quella che ha come soggetto animali reali e fantastici, che spesso fanno da contorno alle tematiche più diffuse. Tematiche queste popolarissime nel medioevo, che si sono diffuse attraverso i Bestiari, che non solo manifestano la concezione cristiana del mondo come foresta di simboli, ma si propongono come guide alla comprensione delle numerose immagini zoologiche presenti nei testi sacri. Nell'abside della cripta è raffigurato un gruppo di animali (1a foto da sinistra: chiesa inferiore, mosaico abside di sinistra) in una scena di lotta, animata da un "vitalissimo intreccio": un tralcio vegetale germogliando dalla coda di uno di essi si dirama tra i corpi per finire in parte nella bocca dello stesso animale da cui è generato e, in parte, nella bocca di uno strano serpente che ha zampe e ali da uccello (forse un gallo) e coda da rettile, anch'essa finisce nella bocca del quadrupede. Un altro ramo del tralcio parte dalla testa del quadrupede (precisamente dall'orecchio) e si intreccia con quello precedente, per poi diramarsi in volute che terminano con foglie a più lobi. Nella parte inferiore un altro serpente addenta la diramazione terminante con le foglie del primo tralcio. Queste raffigurazioni zoomorfe, sono ispirate al repertorio dei Bestiari, in cui esiste un animale con il corpo da gallo e la testa di sauro o di serpente, che si chiama Basilisco. Nei brani dove esso è citato compare sempre un altro animale, suo invincibile nemico, la donnola. Infatti, il quadrupede che combatte con il mostruoso animale, potrebbe essere proprio una donnola. Seguendo questa ipotesi, troverebbe spiegazione anche il tralcio vegetale che si insinua prepotentemente tra i due animali, un ramo di ruta (nei bestiari la donnola prima di combattere con i serpenti mangia la ruta, che con il suo odore risulta sgradevole ai rettili). Tutti gli antichi simbolisti cristiani hanno ricordato tale duello, nel quale il piccolo animale trionfa sul più terribile dei mostri e lo fa morire con la propria morte. Il leggendario basilisco è uno dei più antichi e più caratterizzanti emblemi di Satana, e la donnola vittoriosa raffigura il suo avversario (da "Il bestiario medievale nei mosaici pavimentali della cattedrale di Termoli" Nicola Di Pietranton

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