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La Cattedrale di Melfi

Melfi PZ, Italia
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Al fine di dare un segnale forte della propria autorità, Roma ordinò la costruzione della Cattedrale di Melfi in seguito alla creazione del regno normanno di Sicilia. Il dominio normanno venne approvato dal potere papale, precisamente da Niccolò II, nel concilio di Melfi del 1059. La costruzione originale è andata purtroppo perduta in seguito alle guerre e a una serie di terremoti e perciò l’impianto di base subì diverse modifiche. La zona più importante sotto il profilo storico-artistico è costituita dal campanile, realizzato tra il 1073 e il 1076 da Roberto il Guiscardo, allora Duca di Puglia e di Calabria. Il campanile che vediamo oggi è il risultato delle modifiche apportate nel 1153 da Noslo di Remerio. Esso presenta una pianta quadrata ed è alto circa 50 metri. Il campanile presenta bifore romaniche decorate con motivi geometrici e due leoni in pietra lavica nera. Aldilà del piano storico-artistico, il campanile costituiva un punto di riferimento importante per i contadini, che misuravano i terreni adottando come unità di misura quella presente sulla facciata. Il transetto della cattedrale è del 1472, mentre le arcate interne furono realizzate nel 1526. Alla fine del 1600 venne poi costruita la facciata barocca. L’edificio presenta una pianta a metà strada tra una croce latina e una greca, con tre navate: quella centrale ha un soffitto a cassettoni, mentre le due laterali sono coperte con volte a botte. Notevole il coro ligneo della metà del '500. Alla metà del '700, invece, risalgono il pulpito, il trono vescovile e l’organo a canne. Da segnalare, inoltre, quattro affreschi del Miglionico: il Trionfo di San Gennaro, il Trionfo dell’Assunta, il Trionfo di Sant’Antonio, e quello di Sant’Alessandro, patrono di Melfi. In fondo alla navate centrale si erge l’altare maggiore, consacrato nel 1752, realizzato in stile barocco e con marmi pregiati. Accanto alla cattedrale sorge il Palazzo Vescovile, con un cortile ricco di portici e logge ad archi ribassati e una fontana barocca.

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| 0972.238180

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