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Chiesa di Santa Maria di Guglieto

Vinchiaturo CB, Italia
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La chiesa di Santa Maria di Monteverde, o per molti conosciuta come S. Maria di Guglieto sorge su un alto pianoro che guarda a nord la media valle del Tammaro e funge da confine con il territorio del comune di Vinchiaturo e quello di Mirabello Sannitico ad una quota di ca. 900 s.l.m. A ridosso della moderna chiesetta si trova l’antica Badia, le cui strutture sono identificate da tipologie costruttive (benedettine) di possibile di epoca romanica: infatti la data della sua fondazione rimane tutt’oggi incerta. A tal proposito lo studioso Vincenzo Baldini nel 1939, in una pubblicazione denominata “S. Maria di Monteverde o di Guglieto” la confonde con l’omonima in provincia di Avellino e quindi tutte le informazioni date da costui, e riprese da molti studiosi attuali, sono completamente falsate. Un documento del 1095 menziona la chiesa di Santa Maria come appartenente all’entità urbana dipendente dalla contea normanna: Privilegio di Ugone figlio di Rodulfo Conte,concede alla chiesa di S. Bartolomeo Apostolo tutte le decime di Ferrazzano e Mirabello e Santa Maria. È noto, inoltre, che l’abate Matteo commissionò al maestro Gualterio la costruzione di una nuova chiesa, terminata nel 1163, attestata in un’iscrizione che era murata a vista sulla facciata principale. Altre attestazioni si hanno dai documenti d’archivio pertinenti ai numerosi terremoti e ai restauri che hanno interessato la chiesa: quello del 1349, del 1627, del 1688, quando il cardinale Vincenzo Orsini d’Aragona fece ricostruire la chiesa, ed infine il terremoto del 1805, quando l’edificio fu completamente distrutto. Sicuramente la presenza benedettina era attiva sul territorio e ciò determinò, in riferimento alla chiesa, la sua trasformazione negli anni. Dall’impianto architettonico, visibile dopo lo scavo della Soprintendenza, si deduce la planimetria a tre navate, con presbiterio che delimita l’area dell’altare con abside semicircolare centrale. Nella navata di sinistra è stato individuato il campanile. La pavimentazione, inoltre è costituita da tessere di terracotta di medie dimensioni. Sulla navata di destra è riconoscibile un piccolo ingresso che verosimilmente conduceva agli ambienti connessi al monastero: sono stati riconoscete molte strutture tra le quali l’ossuario, collocato a sud – est dell’ abside e delle tombe sul lato nord – est. Nella ‘area sono stati inoltre ritrovati resti di strutture crollate che facevano parte dell’antico villaggio e tombe di epoca medievale, localizzate a circa 100 metri a sud della chiesa. L’area ha restituito anche frammenti ceramici di diverse epoche a riprova di una frequentazione assidua che testimonia l’importanza territoriale che ha avuto nei secoli (testo di Isabella Muccilli).

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0874.34132

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