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I capolavori di Sturani a Palazzo Madama

Torino
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Viene inaugurata il 2 ottobre e rimane visibile fino al 29 settembre 2013 la mostra-esposizione di dodici opere di Mario Sturani allestita a Palazzo Madama, nella Sala Ceramiche del secondo piano.

Delle 12 ceramiche esposte, tre opere appartengono alla Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris: innanzitutto Il Mondo e la Luna, vaso del 1930 che raffigura sul corpo paesaggi collinari, nelle diverse stagioni dell’anno e sul coperchio la luna e un globo. I vasi con coperchi modellati riecheggiano quelli realizzati da Gio Ponti per la manifattura di Doccia. In Inverno e in Primavera del 1935 emerge invece il tema della testa come scultura d’arredo, con rimandi a precedenti importanti, come alcune opere di Picasso e di Amedeo Modigliani o le teste di Vally Wieselthier.

Le restanti nove opere esposte sono di proprietà privata, generosamente concesse in prestito a Palazzo Madama in occasione di questa esposizione. Arlecchino e Pierrot del 1928 sono tra le prime invenzioni di Sturani prodotte dalla Lenci: maschere futuriste ispirate alla commedia dell'arte e al carnevale veneziano che nascondono la prosaica funzione di posacenere. Amanti sul fiore del 1929 offre invece una visione fiabesca e sognante dell’incontro fra due innamorati ed è realizzata con grande attenzione alla decorazione: in particolare i colori sono accostati per gradazioni successive, seguendo l’esperienza futurista delle opere di Giacomo Balla.

Risalgono al 1929 anche altre tre opere esposte: innanzitutto Orco bottiglia, una bottiglia vera e propria in cui viene raffigurato l’orco buono della commedia con protagonista il signor Bonaventura, messa in scena da Sergio Tofano di cui Sturani curò la scenografia; Regime secco, una parodia futurista del proibizionismo ambientata fra i grattacieli, con un lampione dalle linee sinuose e morbide perché visto attraverso gli occhi di un ubriaco e, infine, Scalata alle stelle, una lampada da tavolo il cui soggetto evoca il mondo ludico del circo, in una dimensione fantastica, con i bambini che afferrano le code delle comete per raggiungere le stelle più lontane.

Le Ciotole sono tra le più celebri invenzioni di Sturani: una forma che rimanda ad una funzione di contenitore ed è però trasformata in una struttura architettonica, dove un ponte che collega i bordi della tazza ospita scene di ballo. Le figure, modellate in forme sintetiche e levigate, evocano le plastiche delle Wiener Werkstätte, di Gio Ponti, Tullio d’Albissola e Arturo Martini. Il nuovo allestimento presenta in particolare Danza di contadini, del 1930 e Danza sul ponte del 1930-1931. Completa l’esposizione Vaso Pollaio, del 1937 (il cui modello originario risale però al 1930). Gli uccelli sul coperchio sono modellati in forme arrotondate e stilizzate, e il piumaggio è reso con pochi segni grafici.

Veniteci a trovare
dal 2 ottobre 2012 al 29 settembre 2013

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